Contratto con patto di rivendita

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10 ottobre 2018

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Il contratto con patto di rivendita, si riferisce ad un affare giuridico accessorio nominato e tipico, poiché è sviluppato nell’articolo 1939 del Codice Civile colombiano, che cita il seguente “Con il patto di rivendita il venditore si riserva il diritto di recuperare la cosa venduta, rimborsando al compratore l’importo determinato per essere stipulato, o in assenza di questa stipulazione ciò che gli è costato l’acquisto”.
Quanto sopra indica che il patto di rivendita è accessorio al contratto di vendita, cioè, che il patto di rivendita è concluso una volta che c’è il contratto principale di vendita, dove gli obblighi principali sono i seguenti:
Il compratore attraverso il contratto deve restituire la cosa venduta insieme all’accessorio del bene, e deve anche risarcire il venditore del danno che la sua colpa ha subito la cosa e ricordando che nella responsabilità civile contrattuale la colpa è presunta.
Quello che in effetti deve provare l’attore saranno gli elementi del danno e del nesso di causalità, quindi quello che cerca questo accordo è risolvere il contratto di vendita, dato che il venditore si riserva il diritto di recuperare il dominio della cosa al momento di restituire all’acquirente il prezzo stabilito nel contratto.

Per esempio

XX come “venditore” vende un appartamento a YY come “acquirente”, risultando che XX ha bisogno di una somma di denaro e l’appartamento è l’unico bene che avete. Così le cose un contratto di vendita è celebrato con accordo di retroventa, con l’oggetto che XX che è il venditore può precedentemente annullare l’importo e così recuperare la proprietà e il dominio dell’appartamento che ha venduto a YY.

Così, il patto di rivendita può essere considerato come un interesse di sicurezza o assomigliare a un contratto di pegno, perché ciò che cerca da parte del venditore, è di reincorporare la proprietà al suo patrimonio e da parte del compratore, di avere una garanzia reale che finché il debito non è pagato la proprietà della cosa o il bene oggetto del contratto di vendita non può essere restituito.

In particolare questo patto di rivendita a causa della funzione sociale del contratto, ha l’impedimento di non essere ceduto da nessuna delle parti.

Cosa dice la dottrina?

Dottrinalmente, l’accordo di riacquisto è stato considerato come una garanzia immobiliare, nell’intesa che secondo l’articolo 3 della legge 1676 del 2013, si afferma:
“qualsiasi operazione che abbia l’effetto di garantire un’obbligazione con i beni mobili del garante e comprende, tra gli altri, quei contratti, patti o clausole utilizzati per garantire obblighi rispetto ai beni mobili, (…) e qualsiasi altra forma contemplata nella legislazione precedente alla presente legge.”
In virtù di quanto sopra, il venditore per rendere effettivo il patto di rivendita contro il compratore, ha un termine di quattro anni, periodo in cui il compratore avrà diritto a:

  1. Ricevere il valore convenuto più le spese di manutenzione della cosa venduta, in relazione al terzo comma dell’articolo 1941 del codice civile.
  2. Il compratore può trattenere la proprietà dopo la richiesta di rivendita, fino a quando il prezzo stabilito tra le parti è stato pagato per intero.
  3. Il compratore deve essere informato 15 giorni prima, in modo che il venditore possa ritirare la cosa che è oggetto del contratto di vendita.
  4. Il compratore può disporre a sua discrezione della cosa venduta, se il venditore non esercita l’azione di recupero, entro il termine di quattro anni e alle condizioni convenute, per disporre del bene, senza essere obbligato a dare un preavviso al venditore.

Infine, questo patto di natura accessoria non deve essere confuso con altri tipi di contratti come il mutuo, al fine di evitare gli interessi corrispondenti, quindi è necessario evitare scontri di natura giuridica, precedentemente consigliato per definire la figura giuridica da utilizzare nell’affare legale che si desidera celebrare.

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