El Confidencial (Italiano)

Internet compie quest’anno 40 anni e non si può non pensare a come sarebbe la vita oggi senza la rete più famosa del mondo. Non ci sarebbero più letture mattutine della stampa online al lavoro mentre si sorseggia il caffè, non saremmo in grado di conoscere le previsioni del tempo al minuto e nella nostra regione e i lunedì sarebbero più lunghi senza rivedere i risultati del calcio. Non saremmo informati al secondo di quello che succede nel mondo e lo scialbo transistor assumerebbe un nuovo e insolito rilievo. Tuttavia, non tutti rimpiangerebbero il ritorno al passato e, per esempio, la SGAE vedrebbe con gioia la fine dei download -illegali o meno- di canzoni e film e saremmo costretti a comprare CD e registrare i più grandi successi della radio come prima.

Ma al di là della trama del tempo libero che riempie saggiamente Internet, sul lavoro si tornerebbe all’epoca delle caverne: riuscite a immaginare cosa sarebbe vivere ora senza e-mail? Le riunioni dovrebbero essere convocate per telefono o via fax e puntando una croce sui partecipanti, per non parlare di dover cambiare all’ultimo minuto la data dell’evento. Ed è probabilmente la posta elettronica ciò che ci mancherebbe di più della larghezza di banda: dovremmo ricorrere alla messaggistica per inviare documenti come facevamo non molto tempo fa con i floppy e i nuovi rapporti di lavoro come il telelavoro e le delegazioni a distanza vivrebbero tempi molto difficili. Il fax, quell’agonizzante che non finisce di morire rivivrebbe i suoi anni d’oro, così come la stampa cartacea, in costante e inevitabile declino.

Vivremmo meno comunicati e in assenza di Tuentis o Facebook l’unico modo di socializzare sarebbe di nuovo la tapita e la canna, ma già in modo molto più locale. Perderemmo i contatti con gli amici d’infanzia che ora vivono all’estero e torneremmo alle conferenze telefoniche per sentire i nostri amici d’oltremare. La vita senza Internet sarebbe per gli ipocondriaci un inferno e un sollievo, a seconda di come la si guardi, perché il ben noto “dottor Google”, al quale accediamo con i nostri sintomi prima di andare dal medico, non sarebbe più accessibile a tutti. Né possiamo parlare della rete e omettere il colpevole di una delle più grandi fonti di traffico Internet e ci riferiamo naturalmente al porno, ed è che la sua scomparsa causerebbe i chioschi per recuperare la scatola persa con le copertine caricate in tono.

Senza Internet saremmo in definitiva un po’ più ignoranti, meno efficienti, vivremmo più ignari di ciò che ci circonda e il lavoro e le relazioni personali cambierebbero in modo copernicano. Sarebbe come una vacanza permanente da tutto ciò che conosciamo finora. Vivremmo meglio o peggio di adesso? Consulteremo Google …

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