Grazie a Massimo Vignelli non ci si perde nella metropolitana

Oggi ricordiamo uno dei grandi del design: Massimo Vignelli, un creatore totale, autore della mappa della metropolitana di New York, il logo di Pirelli, Lancia o IBM; tra molte altre opere.

massimo vignelli designs

Massimo Vignelli, il designer totale

Graphic design, packaging, interior, industrial, furniture… Non c’è settore del design in cui Massimo Vignelli non abbia brillato. Il creatore italiano, insieme a sua moglie Lella Vignelli, sono i creatori di design indimenticabili e senza tempo.

Per il suo amico, il designer spagnolo Alberto Corazón: “Vignelli disegnava ciò che avrebbe voluto usare e non riusciva a trovare. Orologi, calendari, tavoli, lampade, occhiali, urne funerarie (una grande passione), riviste e libri, recinzioni da cantiere, pentole e utensili da cucina, stoviglie, una linea rivoluzionaria di abbigliamento che ha persino realizzato nello studio della 57a strada”.

Anche se la sua carriera si è concentrata sul design, Vignelli ha studiato architettura al Politecnico di Milano e all’Università di Architettura di Venezia.

Nel 1960 ha fondato il suo primo studio di design e architettura, insieme alla moglie e al socio (si consideravano co-autori). Lì hanno creato loghi come Pirelli, Lancia, Olivetti o Rank Xerox.

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Qualche anno dopo, Massimo e Lella (anche lei architetto) sono arrivati a New York, assunti dalla ditta di mobili Knoll.

L’energia della città li ha raggiunti e si sono stabiliti nella Grande Mela, dove hanno creato un nuovo studio, Unimark International. In questa nuova società, Vignelli ha disegnato una moltitudine di loghi, come il logo dell’American Airlines, e la mappa e la segnaletica della metropolitana di New York, che è diventata l’esempio da seguire per le aziende di trasporto di tutto il mondo.

Negli anni ’70, quando Unimark si rivolse più al marketing che al design, i Vignelli crearono una nuova ditta Vignelli Associates, per la quale lavorarono fino alla loro morte.

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Lo stile di Massimo Vignelli

Lo stile di Massimo Vignelli è semplice, sobrio e raffinato. Nell’era del computer design, Vignelli considerava la maggior parte della tipografia e delle possibilità di manipolazione di oggi come “inquinamento visivo”. Secondo Alberto Corazon, per il designer italiano erano necessari solo quattro caratteri: Garamond, Bodoni, Times e Helvetica. “Considerava la tipografia il mattone con cui costruire l’edificio della comunicazione grafica, così come non avevamo bisogno di altri colori oltre al suo rosso, che lui chiamava Rosso Vignelli, Pantone 482, e il nero, la somma di tutti gli altri colori”.

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L’eredità di Massimo Vignelli

Massimo Vignelli è stato un grande teorico e critico del design. Ha pubblicato numerosi libri e ha partecipato a documentari e mostre.

Nel 2009 ha lanciato “The Vignelli Canon”, un e-book gratuito, con i suoi principi fondamentali di design, al fine di ispirare i giovani designer. Potete scaricarlo qui.

Un anno prima, i Vignelli hanno donato il loro intero archivio di design al Rochester Institute of Technology. La collezione è ospitata in un edificio progettato da Massimo e Lella, il Vignelli Center For Design Studies, dove si tengono mostre, conferenze e ogni tipo di attività legata al design. Il coronamento di una carriera che ha segnato l’estetica del XX secolo e parte del XXI.

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