Martha Graham (1894-1991) Il Picasso della danza

Non penso mai alle cose che ho fatto; solo a quelle che voglio fare, quelle che non ho ancora fatto.

Martha Graham, coreografa, ballerina e insegnante di danza americana.

La chiamano “Il Picasso della danza” perché il suo contributo alla danza moderna è stato grande quanto quello di Picasso all’arte moderna, entrambi uniti dal desiderio di rinnovamento permanente e dalla rottura delle strutture tradizionali.

Martha Graham si innamorò della danza quando, accompagnata da suo padre, assistette a uno spettacolo della ballerina Ruth Saint Denis. Sapeva, da quel momento in poi, che la danza sarebbe stata la sua vita. All’età di 21 anni, si è iscritta alla Denishawn School di Los Angeles, fondata dalla stessa Ruth St. Denis e da suo marito, Ted Shawn. E anche se una delle obiezioni che riceve è che non ha né il corpo né l’età per ballare, la sua tenacia, disciplina e dedizione compensano la mancanza di tecnica e il suo inizio tardivo in questa disciplina. Ben presto si fa notare e finisce per ballare professionalmente per diversi anni nella compagnia.

Ma Martha vuole diventare indipendente e si trasferisce a New York. In questi primi anni comincia a sviluppare il suo stile di movimento, influenzato da tre fatti:

-La sua intensa collaborazione con il musicista Louis Horst che la mette in contatto con le correnti della danza libera europea come le teorie del movimento e del disegno del corpo nello spazio di Rudolf von Laban.

-L’estetica di Mary Wigman, danzatrice tedesca, artista leader della danza espressionista.

-La ricerca di François Delsarte, con la sua legge fondamentale del legame costante tra gesto e spirito. Delsarte sviluppò uno stile interpretativo basato sul collegamento dell’esperienza emotiva dell’attore con una serie di gesti che osservò nelle relazioni umane.

Martha Graham (1894-1991) Il Picasso della danza. Articolo di Pilar García Reche.

La forza espressiva di Martha Graham, brevettata in questa immagine.

Quello che cerco in un ballerino è la sua avidità, la sua voracità di vita… una memoria di sangue, nel senso che può estrarre dalla sua vita più di quello che ha realmente vissuto. Ci deve essere la volontà di esplorare sentimenti sconosciuti e osare sentirli. Questo può sembrare spaventoso, ma devi farlo perché non c’è altra scelta.

Dopo un concetto di danza

Martha Graham, amica di Jean Paul Sartre, si unisce al movimento sociale e filosofico esistenzialista la cui influenza si estende anche alla danza, con l’intenzione di portare quest’arte ad un pubblico più ampio. Graham rifiuta il balletto classico per essere elitario e per la banalità dei suoi argomenti – più concentrati sulla forma che su ciò che vuole raccontare.

Il suo concetto di modernità nella danza sta nella continua sperimentazione e ricerca di movimenti per comunicare un messaggio. Per più di vent’anni lavora in questo senso e da questo periodo nascono coreografie con temi sui riti religiosi, la mitologia greca, la condizione della donna, le tragedie poetiche o la satira.

D’altra parte, nelle sue opere c’è una certa influenza espressionista, evidente nel rifiuto del concetto classico di bellezza, quando usa movimenti più bruschi e ruvidi che nella danza classica e nel fatto di non rinunciare a mostrare la sofferenza e la fragilità dell’individuo, il suo lato più oscuro. E non lo fa né con gesti né con movimenti. Riesce a farci sentire identificati con la sua espressione, con la sua posizione del corpo; in ogni movimento riconosceremo i nostri stati d’animo, frustrazioni o desideri. Click to tweet

L’arte come riflesso di ciò che gli esseri umani sentono davanti al mondo che li circonda. Nelle sue prime opere astratte, Martha Graham esplora il movimento iniziato nel torso, come motore: “Le braccia e le gambe possono essere usate per manipolazioni o trasferimenti, la testa per decisioni e giudizi. Ma tutto, ogni emozione, diventa visibile prima nel torso. Il cuore batte e il polmone si riempie, c’è l’aria e con essa la vita.”

Quando Martha crea la sua compagnia, il pubblico non capisce questa nuova forma di espressione artistica, non ha mai visto niente di simile prima.

“Farò questo tipo di lavoro o qualsiasi altro che voglio finché il pubblico non mi dirà di smettere” dice quando i suoi insegnanti la criticano per aver abbandonato gli insegnamenti classici, ma in pochi anni ottiene il sostegno del pubblico.

Farò questo tipo di lavoro finché il pubblico non mi dirà di smettere. #MarthaGraham Click to tweet

The Graham Technique: Contraction and Release

Il grande contributo tecnico di Graham alla danza è la creazione di un nuovo metodo che lei chiama “contraction and release”. Attraverso movimenti curvi del busto, contrazioni, torsioni, spirali, rotazioni, e un continuo contatto con il pavimento, il coreografo esprime una parte essenziale e ineluttabile dell’essere umano: il dolore, fino ad allora ovviato dal balletto classico, che ha anche come uno dei suoi scopi fondamentali, nascondere lo sforzo. Martha rende visibile il dolore perché considera che “fa parte della vita”

Martha vuole rappresentare le emozioni dell’essere umano attraverso il movimento nella danza. La sua ricerca e il suo lavoro ruotano in questa direzione, e così riesce ad esprimere odio, amarezza o estasi, a trasmetterli in un solo gesto.

Quando Martha Graham balla, concentra la sua energia nel torso come fonte di vita e motore.

Quando Martha Graham balla, concentra la sua energia nel torso come fonte di vita e motore. Click to tweet

L’area addominale collega due forze energetiche fondamentali: il sesso e il respiro, entrambi i quali creano la vita. Con questa esplorazione del corpo, il danzatore dà un contributo d’avanguardia alla ricerca delle zone che agiscono come fonte di energia e che percepiamo nell’intensità dei movimenti.

Il corpo del danzatore riflette ogni gesto che proviene da questa zona, ricca di energia, per diventare pienamente espressivo. Quindi l’esercizio di base di questa tecnica è la contrazione (espirazione) e il rilassamento (inspirazione), un movimento che simboleggia il flusso del respiro, in cui due forze si oppongono e si completano.

Martha Graham (1894-1991) Il Picasso della danza. Articolo di Pilar García Reche.

Danza.

Una caratteristica di questo tipo di danza, è il contatto continuo con il suolo, il piede si estende dal tallone, un elemento tipico delle culture indigene. L’arte inciampa di nuovo con i loro antenati, con le origini della vita, con la grotta come simbolo degli antenati. Un altro movimento, il cui centro energetico è nel bacino, sono le spirali, quando il corpo si attorciglia su se stesso.

L’arte inciampa di nuovo con i suoi antenati, con le origini della vita: la grotta. Click to tweet

Coreografie storiche: Lamentation di Martha Graham

Lamentation (1930) è una delle coreografie più importanti della danza moderna, tanto da essere inclusa nello studio della danza moderna in numerose università. Click to tweet

In quel periodo, Martha Graham sta sviluppando il suo linguaggio per esprimere le emozioni attraverso la danza. E in esso possiamo vedere chiaramente la tecnica di “contrazione e rilascio”. Il termine release si riferisce non solo al rilassamento fisico, ma anche a quello mentale ed emotivo.

Personalmente è una delle performance di Martha Graham che più mi ha colpito.

In Lament l’artista trasmette il dolore con una forza espressiva così profonda da attraversare lo spettatore, e lo fa attraverso un corpo di donna che si nasconde dietro un tubo di tessuto viola. La danza diventa un lamento e il tessuto, la pelle dell’artista che copre la donna.

Non è il dolore specifico di una persona specifica che questa rappresentazione vuole esprimere, ma il dolore e la profonda angoscia in se stessi.

Con Lamentation, Martha Graham trasmette il dolore e la profonda angoscia in se stessi. Click to tweet

Seduti su una panchina, vediamo l’artista come se fossimo davanti a una scultura. Il lamento inizia nel silenzio di una pelle che ti imprigiona in un corpo in lutto. E si sente il dolore, per qualche istante, e sembra che voglia fuggire, nel desiderio umano di fuggire dal corpo e dalla mente che lo sovrastano. Ma il lamento ritorna e comincia la sua ricerca interiore…

Lamentation_Moonmagazine

“Lament”, di Martha Graham.

La danza di Graham inizia nel torso, con contrazioni e rilassamenti di diverse parti del corpo, e continua con linee del corpo austere e spigolose, con un contatto molto stretto con il pavimento…

Questa capacità di farci sentire il dolore sulla nostra stessa pelle è il meraviglioso miracolo del linguaggio dell’arte.

Devo confessare che non posso evitare le lacrime ogni volta che vedo questa meravigliosa messa in scena.

C’è un aneddoto che Martha stessa racconta che è successo in una delle prime rappresentazioni di Lament. Una donna si avvicinò a lei dopo lo spettacolo, il suo viso calmo ma con segni di pianto. La donna disse: “Non sai cosa hai fatto per me stasera, grazie”. Un suo figlio di nove anni era stato ucciso da un camion e da allora non riusciva più a piangere. Guardando Martha danzare sentì che il dolore era onorevole e universale e pianse con quel lamento…

Ancora una volta l’arte ci commuove, ci fa rabbrividire, arte con un proprio linguaggio e viva in ognuno di noi che la percepisce.

Ancora una volta l’arte ci commuove, ci fa rabbrividire, con un proprio linguaggio. @pilar_garcia_ Click to tweet

Il Lamento di Martha Graham mostra al mondo una rivoluzione estetica e culturale che non abbandona le sue radici, presenti nella nostra memoria personale e collettiva e in qualsiasi espressione artistica. In questa meravigliosa performance, le risorse scultoree e plastiche si fondono in uno spazio scenico.

Graham presenta Lament con musica per pianoforte del compositore ungherese Zoltan Kodaly. La musica accompagna il lamento della danza.

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