Ministero degli Affari Esteri

Sua Eccellenza Reverendissima Monsignor Dominique Mamberti
Sua Eccellenza Reverendissima mons. Ricardo Ezzati
Sua Eminenza Reverendissima il Cardinale Jorge Medina
Ministro Segretario Generale della Presidenza, Cristián Larroulet
Sua Eminenza Reverendissima Monsignor Ivo Scapolo, Decano del Corpo Diplomatico
Ministro della Corte Costituzionale, José Antonio Viera-Gallo
Presidente della Commissione Affari Esteri, Signor Carlos Abel Jarpa
Membri del Corpo Diplomatico
Alte Autorità Ecclesiastiche
Direttori di questo Ministero
Amici e Amici
Siamo riuniti oggi per rendere un meritato omaggio del Governo del Cile a Sua Eccellenza Monsignor Dominique Mamberti, Segretario per le Relazioni con gli Stati della Santa Sede, in occasione della sua Visita Ufficiale nel nostro paese.
Sono noti gli straordinari meriti personali e professionali di Monsignor Mamberti e la sua vasta esperienza diplomatica. Come membro del Servizio Estero Vaticano è stato assegnato alle Nunziature Apostoliche in Algeria, Cile -tra il 1990 e il 1993-, alle Nazioni Unite a New York e in Libano. Nel 2002 è stato consacrato arcivescovo titolare di Sagona (Pisa) e nominato nunzio apostolico in Sudan e delegato apostolico in Somalia. Poi è stato Nunzio in Eritrea e nel settembre 2006 è stato nominato da Papa Benedetto XVI Segretario per i Rapporti con gli Stati, una posizione equivalente a quella di Ministro degli Esteri della Santa Sede.
Qualche mese fa, Papa Benedetto XVI, rivolgendosi agli studenti della Pontificia Accademia Ecclesiastica – i sacerdoti che faranno parte del Servizio Estero della Santa Sede – ha detto che i tratti che dovrebbero caratterizzare coloro che lavorano nella cosiddetta “diplomazia pontificia” sono lealtà, coerenza e una profonda umanità. Sono proprio queste alcune delle qualità di monsignor Mamberti, che, come segretario per i rapporti con gli Stati della Santa Sede, dirige con abilità e saggezza la prestigiosa diplomazia vaticana.

Non c’è dubbio che negli anni in cui monsignor Mamberti ha svolto il suo delicato lavoro, il clima di cooperazione e comprensione in cui si è sviluppata la relazione tra il Cile e la Santa Sede si è approfondito ancora di più.
Negli ultimi anni ci sono stati eventi e anniversari comuni che ci riempiono di soddisfazione. La commemorazione in Vaticano del 25° anniversario della firma del Trattato di Pace e Amicizia tra Cile e Argentina, nel novembre 2009, è stata un’occasione straordinaria per sottolineare e ringraziare la mediazione del venerato Papa Giovanni Paolo II, che ha evitato lo scontro tra fratelli e ha posto le basi per la pace e la cooperazione tra i due paesi.
Ricordiamo anche con emozione la visita ufficiale effettuata nel nostro Paese da Sua Eminenza Reverendissima il Cardinale Tarcisio Bertone, Segretario di Stato di Sua Santità, nell’aprile 2010, pochi mesi dopo il terribile terremoto che ha colpito gran parte del nostro territorio. In quell’occasione, il cardinale Bertone ci ha portato un messaggio di speranza, accompagnato da un’immagine della Madonna del Monte Carmelo, dono della Santa Sede per il Bicentenario Patriottico. Nel ringraziare questo gesto significativo, ho fatto notare a Sua Eminenza che l’immagine accompagnerà il messaggio del Vangelo e della speranza alle zone più devastate dai tragici eventi del 27 febbraio.

Nel marzo di quest’anno, il presidente Sebastián Piñera ha fatto una significativa visita ufficiale in Vaticano, dove è stato ricevuto in udienza da Sua Santità Papa Benedetto XVI. L’opportunità che abbiamo avuto di accompagnare il presidente come membri della delegazione cilena, la ricorderemo per il resto della nostra vita. Una parte importante del successo della visita è stata dovuta a Monsignor Mamberti, che, insieme alla nostra Ambasciata presso la Santa Sede, ha curato anche i più piccoli dettagli della sua preparazione.
Non posso non menzionare, inoltre, l’onore che mi è corrisposto nel presiedere la Delegazione Nazionale che ha partecipato alla Beatificazione del Servo di Dio, il nostro amato Papa Giovanni Paolo II, il 1° maggio scorso. Assistere alla Messa di Beatificazione in Piazza San Pietro, e dopo, rendergli omaggio in Casa Pio IV, in una cerimonia presieduta da monsignor Mamberti per ringraziare, insieme alla delegazione argentina, la Mediazione Pontificia e la sua eredità di pace, è stata una gioia immensa.
Monsignor Mamberti, durante il periodo in cui ha svolto il suo lavoro diplomatico nella Nunziatura Apostolica in Cile, all’inizio degli anni novanta, ha potuto conoscere il nostro paese e il suo popolo. Ha potuto apprezzare che i nostri principi, tradizioni e valori hanno profonde radici cristiane. Abbiamo anche una lunga storia di cooperazione tra la Chiesa e lo Stato, che si estende ai più diversi settori della vita pubblica. La presenza della Chiesa è stata ed è particolarmente evidente nell’educazione, nel lavoro sociale, nella promozione e difesa dei diritti umani, nella sua costante promozione dei valori essenziali, nel suo contributo alla pace sociale e all’unità nazionale, specialmente in tempi difficili.
Questo ruolo fondamentale della Chiesa nella vita nazionale si esprime, naturalmente, nella lunga e fruttuosa relazione del Cile con la Santa Sede, che dura da più di un secolo e mezzo. Questa relazione esprime principi e valori condivisi bilateralmente e in ambito multilaterale. La difesa della vita e della famiglia, la lotta contro la povertà, la promozione della pace e della sicurezza, la difesa dei diritti umani, la soluzione pacifica dei conflitti e la cura dell’ambiente sono principi e obiettivi che condividiamo e sui quali dobbiamo continuare a lavorare insieme per costruire un paese e un mondo migliore.ignori e signore, è un onore per me, in nome del nostro paese, conferire a Vostra Eccellenza l’Ordine al Merito del Cile, nel grado di Gran Croce, la più alta decorazione concessa dal governo del Cile a personalità straniere per i preziosi servizi resi al paese. Questa decorazione rappresenta il sentimento di riconoscimento e di gratitudine che abbiamo per il vostro lavoro e la vostra amicizia per così tanti anni.
Sono sicuro che in futuro continueremo a lavorare strettamente insieme nella difesa dei valori più profondi dell’umanità e nella costruzione di un mondo migliore per ognuno dei suoi abitanti.
Grazie mille.

Grazie mille.

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