Proprietà intellettuale per gli sviluppatori.

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Come i lettori dei miei post precedenti sapranno la proprietà intellettuale è essenziale nel nostro settore perché dopo tutto siamo potenziali creatori di IP per noi e per l’azienda in cui lavoriamo. In quest’ultima puntata dei miei post ho pensato di lasciare un po’ da parte il lato commerciale e parlare di come la proprietà ci influenza come sviluppatori di software. Vorrei Scrivere a mano il concetto di start-up con pennarello nero su lavagna trasparente.che grazie a questo post i lettori potessero imparare come proteggere la proprietà intellettuale del software che sviluppate sia per “intrattenimento” nelle vostre case sia nel caso vogliate intraprendere e creare una start-up. Immaginate che mentre fate dei test a casa sviluppate un software che si rivela essere qualcosa di meraviglioso come per esempio il sistema dietro i bitcoin, come facciamo a garantire i nostri diritti su quella creazione? O nell’altro caso, ci mettiamo insieme a quattro colleghi del master e fondiamo una startup. Come proteggiamo le creazioni della startup?

Acquisire i diritti di proprietà intellettuale è fondamentale se vogliamo dare valore a ciò che abbiamo fatto, soprattutto nel caso di una piccola azienda che sta lottando per entrare sul mercato con un’idea innovativa. Nelle startup, in molti casi, i diritti di proprietà intellettuale saranno gli unici beni con cui si può competere e guadagnare.

L’approccio normale nei trattati internazionali è quello di considerare il software come un insieme di istruzioni che controllano il funzionamento di un computer. In assenza di leggi specifiche per definire la proprietà intellettuale nel software, si applicano leggi più generiche. Nel caso del software, la maggior parte dei trattati lo considera come diritto d’autore, come se fosse un’opera letteraria, dato che le sequenze di codice sono espresse in forma scritta. Il problema che ne deriva è che il software non è un’espressione letteraria in quanto tale, qui sorge la divisione tra l’idea e la sua esecuzione; poiché il primo concetto è la base del diritto d’autore (una creazione “artistica” senza applicazione apparente è un’idea), mentre l’esecuzione è fondamentale per dimostrare che l’invenzione risolve un problema tecnico. Questo problema ha portato alla tendenza a brevettare il software.

urlNel caso in cui abbiamo sviluppato un’applicazione completa e funzionante un meccanismo per proteggere i nostri diritti su di essa sarebbe l’uso di brevetti. Dobbiamo tenere a mente che il software e le applicazioni per essere brevettabili devono soddisfare i requisiti classici di brevettabilità (novità, attività inventiva e applicazione industriale) e devono anche avere un contributo tecnico. Per esempio, un programma informatico progettato per un funzionamento più sicuro dei freni di un’automobile soddisferebbe il contributo tecnico, così come un programma che migliora la velocità e la sicurezza della comunicazione nello scambio di informazioni tra cellulari. D’altra parte, un programma come “wallapop” o “blablácar” non soddisferebbe i requisiti tecnici. Generalmente deve essere un’idea originale con una tecnologia innovativa dietro che innova e migliora gli aspetti tecnici.

La valutazione dell’aspetto tecnico deve essere fatta caso per caso. Secondo me e secondo le raccomandazioni che si vedono in rete, la cosa migliore se vogliamo brevettare un software sarebbe quella di consultare un agente specializzato in brevetti e marchi, come “VolartPons”.

Ma se il software non è brevettabile, o abbiamo solo bisogno di ottenere i diritti su parti del programma o del codice sorgente, come possiamo realizzare una protezione legale di quel codice sorgente?

Ci sono due tipi di codice sorgente dal punto di vista tecnico, il closed source e l’open source o “open source”. Ci sono situazioni un po’ ambigue in cui non si può definire e proteggere il codice in una delle due forme a causa delle necessità, per esempio:

– Se abbiamo la necessità di dare accesso a terzi alle linee di codice.

– Forniamo una base di codice per altri da usare.

– Lavorando su un progetto congiuntamente con altre aziende.

Per garantire il riconoscimento del codice sorgente da parte del proprietario esistono i seguenti meccanismi legali:

1.- Possiamo registrare il codice sorgente nel registro pubblico della proprietà intellettuale, che ha come base giuridica il Regio Decreto 281/2003.

2.- Un altro meccanismo interessante è aggiungere il codice sorgente “superfluo” come se fosse un marchio d’autore. Grazie a questo in caso di plagio il plagiario trascinerà con sé la “filigrana” e noi possiamo seguire le sue tracce su Internet. Ha il suo riconoscimento giuridico nel Regio Decreto Legislativo 1/1996.

3. Un altro modo per provare la paternità è fare un deposito notarile come prova o come deposito condizionato, chiamato “ESCROW”. Quest’ultimo caso è più diretto a un’azienda che commercia con ciò che si vuole depositare, dato che il cliente ha la garanzia di accedere al codice depositato per protezione anche quando l’azienda sviluppatrice scompare. Questo meccanismo è sostenuto negli articoli tra 1758 e 1789 del Codice Civile.

4.- Possiamo aderire a una registrazione online su piattaforme private. Tra le altre c’è la licenza “Creative Commons” o anche licenze software più specifiche come “Free Software Foundation” o “Open Source Initiative”, che ha il suo riconoscimento giuridico attraverso l’articolo 299 della LEC del 2000.

by-nc-saEsempio di licenze creative commons.

Come possiamo vedere ci sono molti strumenti legali diversi per proteggere la IP delle nostre applicazioni come sviluppatori. Quello che dobbiamo tenere a mente è che dobbiamo sapere chiaramente perché dobbiamo proteggere quel codice, se è necessario o vale la pena proteggerlo, e di conseguenza dare una protezione legale adeguata ad ogni caso specifico.

Riferimenti:

Linkedin di Horacio Gonzalez Zlatar – Come proteggere la proprietà intellettuale del mio software? – Disponibile presso:

https://www.linkedin.com/pulse/c%C3%B3mo-proteger-la-propiedad-intelectual-de-mi-software-horacio .

Sistemius – Come proteggere legalmente il codice sorgente? – Disponibile presso:

http://www.sistemius.com/proteger-legalmente-el-codigo-fuente.html .

Computing Today – Software License Types – Disponibile presso:

http://www.informatica-hoy.com.ar/software-libre-gnu/Tipos-de-licencia-de-Software.php .

O.M.P.I – Proprietà intellettuale e software – Disponibile presso:

http://www.wipo.int/wipo_magazine/es/2008/06/article_0006.html .

Licenze Creative Commons CC – Proprietà intellettuale del software (Parte V) – Disponibile presso:

https://vinculacion.wordpress.com/2009/06/04/licencias-creative-commons-cc-propiedad-intelectual-del-software-parte-v/ .

Licenze:

Creativecommons – Disponibile presso:

https://creativecommons.org/choose/?lang=es_CO

Free Software Foundation – Disponibile presso:

https://www.gnu.org/

https://www.gnu.org/

Open Source Initiative – Disponibile presso:

https://opensource.org/

Altro:

Volartpons: – Disponibile a:

http://www.volartpons.com/

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Aritz Martín Acosta

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