ROLDAN MODERNO | EMILIO PETTORUTI (Italiano)

Emilio Pettoruti (1892 – 1971) autodidatta, audace e visionario, insieme a Xul Solar furono gli artisti che ruppero con l’Accademia artistica in Argentina, installando la visione avanguardista dell’arte che si impose all’inizio del XX secolo. Ha studiato alla Scuola di Belle Arti della sua città natale e ha lavorato come disegnatore, visitando spesso il Museo di Storia Naturale. Dopo aver seguito un corso di prospettiva, cominciò ad esporre le sue prime opere nelle vetrine del negozio Gath & Chaves e a pubblicarle nelle riviste La Ciudad e Rayos de Sol. Nel giugno 1911 tenne la sua prima mostra nelle sale del giornale di Buenos Aires a Buenos Aires.

Nel 1913 da una borsa di studio governativa viaggiò a Firenze dove frequentò l’avanguardia futurista che in quel momento fece la prima Esposizione d’Arte Futurista “Lacerba”. In Italia ha partecipato a numerose mostre e ha viaggiato per diverse città, studiando diverse tecniche artistiche. Tra il 1916 e il 1917 visse a Roma, dove divenne amico degli artisti del circolo d’avanguardia delle riviste Cronache d’Attualitá e Valori Pastici, tra cui Giacomo Balla, Enrico Prampolini, Giorgio De Chirico, Carlo Carrá e altri, che frequentavano le riunioni ai caffè Aragno e Il Greco. Si stabilì poi a Milano, dove fu ammesso come socio pittore nella Famiglia Artistica. In questo periodo si guadagna da vivere illustrando libri, disegnando vitraux e realizzando progetti scenografici.

Nel 1920 espone un paesaggio sintetico alla XII Biennale Internazionale di Venezia. L’anno successivo, mentre partecipa alla Prima Mostra del Paesaggio Italiano e all’Esposizione Nazionale della Città di Roma, paradossalmente, la sua candidatura al Salone Nazionale viene respinta dalla giuria. Più tardi, durante il suo viaggio a Vienna e in varie città tedesche, espose alla galleria Der Sturm di Berlino, con grande successo. Nel 1924 Filippo Marinetti lo presentò a Léonce Rosenberg, che si offrì di essere il suo marchand, e gli sconsigliò la mostra che intendeva tenere in Argentina. Infatti, le opere di Pettoruti presentate quell’anno al Salon Witcomb di Buenos Aires sono oggetto di accese polemiche, anche se aprono la strada al rinnovamento plastico.

Diresse il Museo Provinciale di Belle Arti di La Plata tra il 1927 e il gennaio 1932, quando fu licenziato; ma fu presto reintegrato nell’incarico. Ha esposto al Círculo de Bellas Artes, Montevideo (1939); a Amigos del Arte, Buenos Aires (1940); al Museum of Art, San Francisco (1944), e alla National Academy, New York (1944). Nel 1947 fu nuovamente rimosso dal suo incarico di direttore del Museo Provinciale.

Tornò in Europa, dove espose alle gallerie Il Milione, Milano (1952); Numero, Firenze (1952), e San Marco, Roma (1953). Si stabilì a Parigi ed espose a Durand-Ruel (1954); in Arte abstracto, Las primeras generaciones 1910-1939, Musée d’Art de Saint Etienne (1957); in 50 años de pintura abstracta, organizzato da Michel Seuphor, e in altre mostre individuali che avvicinarono il suo lavoro al pubblico di quella città. Dal 1959 ha partecipato al Salon des Réalités Nouvelles. Nel 1960 partecipò alla Prima Esposizione Internazionale d’Arte Moderna, Museo de Arte Moderno, Buenos Aires, e a Construction and Geometry in Painting, New York. Nel 1961 condivide con i più importanti artisti dell’astrazione internazionale la mostra International Constructive Abstract Art, presentata dalla Galerie Denise René, Parigi.

Nel 1966 viaggia in Argentina e conclude le sue memorie, pubblicate con il titolo “Un pittore davanti allo specchio”. Nei suoi ultimi anni ha presentato mostre a Bonn, Berlino, Bruxelles e Ginevra, tra altre città europee

Ha ricevuto il Guggenheim Continental Prize of the Americas (1956) e il Grand Prize assegnato dal National Endowment for the Arts (1967). Ha partecipato alla XII Biennale Internazionale di Venezia (1920) e ha rappresentato l’Argentina alla XI Biennale Internazionale di San Paolo, Brasile (1971).

Le sue opere fanno parte di importanti collezioni private e istituzionali come il San Francisco Museum of Art; Museum of Modern Art – MoMA, New York; Museo Reina Sofía, Madrid; Museo Nacional de Bellas Artes – MNBA, Buenos Aires; Museo de Arte Latinoamericano de Buenos Aires – MALBA; Museo Nacional de Arte Moderno de Buenos Aires – MAMBA;Collezione d’arte Amalia Lacroze de Fortabat, Buenos Aires; Museo Provinciale di Belle Arti Emilio Pettoruti, La Plata; Museo Provinciale di Belle Arti Franklin Rawson, San Juan; Museo Evita Palacio Ferreyrra, Córdoba; Fondazione Pettoruti, Buenos Aires; Museo Caraffa; Córdoba; Museo Castagnino, Rosario; Museo Eduardo Sívori; Buenos Aires; Collezione della Cancelleria Argentina; tra gli altri.

moderni spettacoli Roldan

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